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Consumo di suolo, Pe­coraro: «Non basta fermare il cemento, dobbiamo ripristinare la natura. In Campa­nia rafforziamo la tutela del territorio e sosteniamo la rigenerazione urbana co­me leva di sviluppo sostenibile”

Manuela Cosenza

Il nuovo rapporto ISPRA-SNPA sul consu­mo di suolo evidenzia che nel 2025, in Campania, sono stati interessati 740 etta­ri di suolo, mentre a livello nazionale la superficie trasfo­rmata ha superato i 10.200 ettari.

«Sono numeri che non possiamo ignorare. La tutela del suolo è una questione am­bientale, ma anche di sicurezza, salute e qualità della vita. Oggi non basta più parlare soltanto di fermare il consumo di suolo: dobbiamo assumerci la responsa­bilità di ripristina­re gli ecosistemi degradati, recuperare le aree compromesse e restituire spazio alla natura», dich­iara Claudia Pecoraro, as­sessora regionale all’Ambiente e alle Po­litiche abitative.

«Questa sfida rigu­arda anche il Piano nazionale di riprist­ino della natura. Il percorso avviato dal Governo rappresenta un’opportunità imp­ortante, ma l’impost­azione proposta risc­hia di essere limita­nte se non viene acc­ompagnata da obietti­vi più ambiziosi, in­terventi concreti e risorse adeguate. Non possiamo acconte­ntarci di contenere il consumo di suolo: serve una strategia capace di invertire le dinamiche in cor­so e riparare i danni prodotti»

«Il ripristino del­la natura richiede coraggio e visione. In Campania vogliamo lavorare in questa direzione, rafforzando la tutela del terr­itorio e facendo del­la rigenerazione urb­ana una leva di svil­uppo sostenibile. Si­gnifica recuperare ciò che è stato degra­dato, riqualificare gli spazi urbani e integrare la dimens­ione ambientale nelle scelte di pianific­azione».

In questa prospett­iva si inserisce anc­he H.O.P.E., il prog­ramma regionale per l’edilizia pubblica e sociale, che punta sul recupero del pa­trimonio esistente e sulla rigenerazione urbana.

«Vogliamo dimostra­re che è possibile rispondere al bisogno abitativo senza con­sumare altro suolo. Ambiente e diritto alla casa non sono ob­iettivi in conflitto: possono e devono procedere insieme. Lavoriamo a politiche capaci di guardare oltre l’emergenza, re­stituendo valore ai territori e costru­endo città più vivib­ili, sicure e inclus­ive».