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Tajani e Piantedosi ricordano il sen. Covelli. Il corso di Bonito intitolato al professore monarchico

Bonito (AV)

Barbara Ciarcia

Dai tempi delle memorabili campagne elettorali del senatore Alfredo Covelli non si vedevano così tante autorità e personalità radunate nella piazza principale di Bonito, il borgo che ha dato i natali al fondatore del Partito Monarchico Nazionale, docente di latino e greco, già componente dell’Assemblea Costituente. Le vie del paese sono addobbate coi palloni tricolore. Il sindaco, Giuseppe De Pasquale, di area PD, fa gli onori di casa unitamente ai figli del professore scomparso il giorno di Natale del 1998, e sepolto nel cimitero alle porte del centro abitato. C’è la folla delle grandi occasioni per commemorare Alfredo Covelli, il monarchico che ha servito la Repubblica Italiana, e svelare la targa del corso ( quasi sotto il palazzo della famiglia che in origine era Coviello ) che da ieri sera porta il suo nome. Sul palco siedono uno accanto all’altro il vicepremier Antonio Tajani, titolare della Farnesina, che ha mosso i primi passi in politica proprio con il sen. Covelli, e il titolare del Viminale, il prefetto Matteo Piantedosi, irpino purosangue. Tocca al prefetto di Napoli, Michele Di Bari, aprire il giro di interventi istituzionali in ricordo della figura del politico di spiccata fede monarchica eletto in Parlamento per sette legislature consecutive ( dal 1948 al 1979 ) In totale però, considerando pure l’esperienza in Assemblea Costituente e alla Camera dei Deputati ha fatto parte del Parlamento Italiano ben otto volte. Successivamente ha concluso la sua lunga carriera politica come europarlamentare ( nel 1979 ). A seguire l’avvocato penalista Carmine Monaco che ha conosciuto personalmente il professore Covelli essendo suo concittadino e quindi il sindaco, De Pasquale, per un saluto di indirizzo. E infine Tajani e Piantedosi hanno tracciato un ricordo sincero, e personale, della figura del politico di Bonito che hanno sempre mantenuto i legami con la sua terra d’origine e con la sua comunità. Un legame ricambiato ampiamente nelle urne. Non solo a Bonito, ma anche nel circondario Covelli faceva incetti di consensi elettorali. I più anziani lo ricordano bene. I più giovani invece ne hanno da sempre sentito parlare come fosse uno di famiglia. E in fondo Alfredo Covelli conosceva ogni famiglia di quella zona, e ogni famiglia sapeva a chi rivolgersi in caso di necessità senza farne mistero. Tajani e Piantedosi sono stati incalzati dalle domande dei cronisti sulle aree interne che sembrano ritornate indietro di decenni per lo spopolamento sempre più marcato e per le infrastrutture che stentano a decollare, vedi la Lioni – Grottaminarda attesa da tempi ormai immemori ( uno striscione lungo il corso Covelli ne ricorda l’impegno, evaso, e l’utilità quanto mai necessaria per spezzare l’isolamento ) e la stazione logistica. Entrambi gli autorevoli esponenti del Governo Meloni non hanno risparmiato stoccate e affondi contro l’attuale governo regionale di Roberto Fico. La polemica politica è stata presto surclassata dal clima di festa paesana che per qualche ora ha fatto dimenticare a chiunque i reali problemi del Paese, non solo di Bonito.