
Un piccolo comune del Sannio sceglie di non stare a guardare mentre il mondo si arma. Con la delibera di Giunta n. 50 del 17 settembre 2026, Calvi firma un protocollo d’intesa con Università per la Pace delle Marche, Pro Loco Appia Antica e Centro Culturale locale: nasce così un patto che punta su educazione, cittadinanza attiva e cura del territorio, con al centro bambini e giovani. Il debutto pubblico è fissato per il 19 settembre, tra un libro sulla nuova mascolinità e la consegna simbolica della Bandiera della Pace
Achille Mottola
C’è un giorno, in un paese di poche migliaia di abitanti, in cui la parola pace smette di essere uno slogan da bandiera esposta al balcone e diventa un atto amministrativo, firmato, datato, con tanto di articoli e clausole. Succede a Calvi, provincia di Benevento, dove il Comune ha appena adottato un protocollo d’intesa che lega l’amministrazione a tre soggetti del territorio: l’Università per la Pace delle Marche, la Pro Loco Appia Antica e il Centro Culturale cittadino, quest’ultimo attivo da oltre cinquant’anni nel tessere legami tra soci e comunità.
Il documento non nasce da un impulso isolato. Alla base c’è un percorso già avviato dalla delegata alla cultura Carmelina Imbriani, che ha costruito attorno a tre assi – pensiero critico, coscienza spirituale, educazione a una pace giusta – l’impianto culturale dell’amministrazione. Gli enti firmatari si impegnano a organizzare insieme convegni, seminari, laboratori per studenti e famiglie, e a individuare una sede stabile sul territorio che funzioni anche da centro d’ascolto per i giovani. L’accordo dura tre anni, si rinnova automaticamente e non comporta oneri economici fissi: le attività verranno finanziate di volta in volta con fondi regionali, nazionali o donazioni private.
Dietro le clausole tecniche si intravede un riferimento preciso: la sentenza 131 del 2020 della Corte Costituzionale sulla sussidiarietà circolare, richiamata esplicitamente nel testo insieme al Codice del Terzo Settore. Un modo per dare peso giuridico a un’intenzione che altrimenti resterebbe dichiarazione d’intenti, e per ricordare che la responsabilità della cura collettiva può e deve essere condivisa tra istituzioni e cittadini.
Il momento pubblico che sancisce questo percorso è la prima Conferenza “La pace è la via”, in programma il 19 settembre alle 18 nella sala consiliare del Comune. L’occasione coincide con la presentazione del volume “Disonorare la guerra”, curato dalla rete Maschile Plurale, che propone una riflessione sul corpo maschile e sulla possibilità di immaginarlo lontano dalla logica del soldato-macchina, aperto invece alla cura di bambini, anziani, ambiente. Ne discuteranno la coautrice Adriana Maestro, lo psicologo sociale Stefano Ambrosino e il coordinatore editoriale Marco Deriu, dell’Università di Parma.
Subito dopo, la cerimonia si sposta sul piano simbolico: l’Università per la Pace delle Marche donerà al Comune la Bandiera della Pace, gesto che nelle intenzioni degli organizzatori non chiude un percorso ma lo apre, indicando un impegno che valica i confini del paese. A intervenire saranno il sindaco Vincenzo Parziale, la stessa Imbriani, il coordinatore dell’associazione RitaAtria GiancarloSiani Antonello Sateriale, il parroco don Salvatore Cicatiello, il presidente del Centro Culturale Claudio Mirra, il presidente della Pro Loco Stefano Ambrosino e il presidente dell’Università per la Pace delle Marche Luciano Benini.
Calvi non pretende di cambiare gli equilibri internazionali. Ma sceglie di riportare la parola pace dentro la vita quotidiana di una comunità, tra un’aula consiliare e una bandiera issata sul municipio, scommettendo che la trasformazione culturale, quando parte dal basso e coinvolge i più giovani, sia comunque un punto da cui ricominciare.








