
Da oltre mezzo secolo il Centro Culturale Calvi trasforma tradizioni e volontariato in un patrimonio condiviso. L’8 e il 9 agosto la 54ª Estate Calvese propone la Notte della Quadriglia e la commedia “Il morto sta bene in salute”. In anteprima anche la bozza del libro di Claudio Mirra, un viaggio fotografico attraverso 55 anni di storia associativa. Un esempio di come la cultura possa rafforzare identità, memoria e coesione sociale.
Achille Mottola
Non servono grandi festival per misurare la vitalità di un territorio. A volte basta una piazza, una compagnia di volontari e una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie tradizioni. A Calvi, nel Sannio, accade da 54 estati. Qui la cultura è un esercizio quotidiano di partecipazione, costruito negli anni grazie al lavoro silenzioso delle associazioni e al dialogo con le istituzioni.
È su queste basi che torna la 54ª Estate Calvese, promossa dal Centro Culturale Calvi, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e la collaborazione della Pro Loco Appia Antica. Un cartellone che conferma una formula rimasta intatta nel tempo: valorizzare il patrimonio locale trasformandolo in un’occasione di incontro tra generazioni.
Il primo appuntamento è fissato per sabato 8 agosto, alle 21, nel Teatro Comunale di Piazza Roma, con la terza edizione della Notte della Quadriglia. Il Gruppo Folk del Centro Culturale Calvi riporterà in scena uno dei simboli della tradizione popolare del paese, tra musiche, danze e racconti che custodiscono la memoria di una comunità. La serata sarà arricchita dalla degustazione della Spiga Calvese, specialità gastronomica che rappresenta un altro tassello dell’identità locale.
La manifestazione offrirà anche un momento dedicato alla memoria collettiva con la presentazione della bozza del volume “Una favola lunga 55 anni”, realizzato dal presidente del Centro Culturale Calvi, Claudio Luca Carmelo Mirra. Attraverso centinaia di fotografie provenienti dal suo archivio personale, il libro ripercorre oltre mezzo secolo di attività dell’associazione, raccontando non soltanto eventi e spettacoli, ma il volto di una comunità cresciuta intorno alla cultura, al volontariato e alla condivisione.
«Ogni associazione conserva documenti e fotografie; la vera sfida è trasformarli in memoria civile. Questo libro nasce per ricordare che una comunità resta viva quando sa custodire ciò che ha costruito insieme e consegnarlo, con consapevolezza, a chi verrà dopo di noi. Le tradizioni non sono nostalgia: sono un investimento sul futuro».
Il programma proseguirà domenica 9 agosto, sempre alle 21, con il teatro. La compagnia TeatroamicO, nata all’interno del Centro Culturale Calvi, porterà sul palco “Il morto sta bene in salute”, brillante commedia in due atti di Gaetano Di Maio. La regia e l’allestimento scenico sono firmati da Claudio Mirra, alla guida di un gruppo di attori che, anno dopo anno, mantiene viva la tradizione del teatro amatoriale di qualità, offrendo al pubblico uno spettacolo capace di coniugare comicità e passione.
Dietro i due appuntamenti c’è una storia che attraversa più di mezzo secolo. Dal 1972 il Centro Culturale Calvi rappresenta uno dei principali laboratori sociali del paese: teatro, folklore, rievocazioni storiche, iniziative dedicate ai giovani, manifestazioni religiose e attività culturali hanno contribuito a costruire un patrimonio condiviso che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie origini.
In un tempo in cui molte piccole comunità fanno i conti con lo spopolamento e con il rischio di smarrire la propria identità, Calvi sceglie una strada diversa. Qui la cultura non è un semplice evento da mettere in calendario, ma uno strumento per creare relazioni, rafforzare il senso di appartenenza e dare continuità a una storia collettiva. È questa la forza dell’Estate Calvese: dimostrare che il futuro di un paese può nascere anche dalla capacità di ritrovarsi, anno dopo anno, nella stessa piazza, intorno agli stessi valori.







