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Se gli orchi di oggi sono gli algoritmi, come le storie popolari ci salvano dall’intelligenza artificiale

Nel saggio di Moreno Carosella, edito da Interlinea, le creature della tradizione meridionale diventano chiavi di lettura per non perdere l’umanità nel labirinto della tecnologia contemporanea. Con una prefazione filosofica di Roberto Mancini sul primato del pensiero critico.

Achille Mottola

Il saggio Fiabe antiche per un futuro digitale. Metafore e mostri nell’era dell’intelligenza artificiale, firmato da Moreno Carosella, si presenta come un’opera editoriale di notevole pregio estetico e strutturale. Il volume è pubblicato da Interlinea, casa editrice piemontese da sempre nota per l’altissimo rigore scientifico e l’attenzione artigianale verso la veste grafica e tipografica. Questa cura si riflette in un formato agile e maneggevole, impreziosito da un carattere che favorisce una lettura fluida, oltre che da una ricca bibliografia e da un’articolata sitografia finale suddivisa per ambiti tematici, strumenti indispensabili per lo studio approfondito della materia.

Il cuore pulsante dell’opera riceve una spinta decisiva dal contributo introduttivo del filosofo Roberto Mancini. La prefazione si configura come una vera e propria bussola etica del saggio. Mancini non si limita a un commento di circostanza, ma traccia le coordinate teoriche necessarie per interpretare l’intera opera, ponendo l’accento sull’essenza dell’essere umano in quanto soggetto pensante, ben prima che operante. Il filosofo invita a riflettere criticamente sulla direzione della società contemporanea, evidenziando come l’evoluzione tecnica debba sempre essere subordinata alla responsabilità morale. La sua analisi penetrante eleva il saggio a un livello antropologico, avvertendo il lettore che la sfida attuale non risiede tanto nelle potenzialità computazionali delle macchine, quanto nella salvaguardia della coscienza umana.

L’anima profonda della trattazione emerge sin dalle prime pagine, dove si incontra la dedica ai genitori dell’autore: la madre operaia, presenza costante nella memoria quotidiana, e il padre artigiano, definito socialista e visionario, che ha trasmesso il valore della curiosità e la forza di immaginare mondi nuovi. Nelle radici della memoria e nelle ali dell’innovazione si condensa la tesi centrale dell’opera. Carosella edifica ponti concettuali tra la cultura umanistica e il mutamento tecnologico, un’attitudine relazionale del sapere che si rispecchia anche nei ringraziamenti alle sue figure di riferimento nel campo delle scienze esatte e a Dario Porrazzo, autore della veste grafica e dei disegni interni.

L’approccio metodologico è originale e coraggioso: l’autore utilizza i mostri, le metafore e le figure delle antiche fiabe popolari, specialmente legate alla tradizione meridionale, come chiavi ermeneutiche per interpretare le insidie della contemporaneità immateriale. Creature fantastiche e orchi del passato diventano i corrispettivi delle odierne bolle informative, dei pregiudizi cognitivi e delle manipolazioni algoritmiche. Senza cedere a facili demonizzazioni né a ingenui entusiasmi, il saggio riconduce l’intelligenza artificiale alla sua funzione di strumento al servizio della persona, della libertà e della democrazia. Il volume si impone come un invito a recuperare il pensiero critico, dimostrando che soltanto una solida consapevolezza delle proprie origini consente di governare le trasformazioni del domani.

L’AUTORE – Moreno Carosella è un informatico, imprenditore ed esperto di trasformazione digitale con oltre trent’anni di esperienza nella progettazione di soluzioni tecnologiche per la logistica, la pubblica amministrazione e i servizi urbani. Già manager nel gruppo Siemens, dove ha coordinato progetti di ricerca nazionali ed europei, ha successivamente fondato le start-up innovative IQUADRO (2015) e Tyche (2017), specializzate in Data Analysis e IoT per utilities e logistica, collaborando con partner come Tibco e Accenture. Dal 2015 guida la digitalizzazione dei servizi di igiene urbana per De Vizia, avendo realizzato la piattaforma DESIA, premiata da SMAU nel 2018 come eccellenza italiana per imprese e PA.

La sua competenza si estende alla governance dei dati e alla conformità normativa: nel 2018 è stato IT Auditor per il GDPR presso l’azienda BARD e, su nomina istituzionale, riveste il ruolo di responsabile esterno del trattamento dati per i servizi di igiene urbana dei comuni di Cagliari (dal 2018) e Imperia (dal 2020). Nel 2021 ha inoltre progettato la piattaforma “Imood Reti tecnologiche” per lo Studio Cavaggioni, finalizzata alla valorizzazione dell’asset infrastrutturale gas per l’ATEM di Benevento.

All’attività sul campo affianca l’impegno accademico presso l’Università del Sannio, dove insegna analisi dei dati complessi ed è membro del Comitato di Indirizzo della facoltà di Statistica e Scienze Attuariali. Convinto che la tecnologia debba ripensare i rapporti sociali e comunitari, l’autore unisce alla solidità tecnica una profonda passione per la filosofia e l’arte.