
Gesualdo (AV)
Barbara Ciarcia
In epoca romana era a guardia di una tomba signorile da qualche giorno, invece, il leone funerario in breccia irpina fa la guardia al castello di Gesualdo. Lo straordinario reperto archeologico, risalente appunto alla presenza dei Romani in quell’angolo di territorio ai confini con Aeclanum, rinvenuto nel 1987 dalla famiglia Di Pietro nei terreni di contrada Muliniello, alle porte del borgo del principe madrigalista, è stato portato, e sarà esposto da qui all’eternità, nel maniero che domani lo skyline gesualdino che affaccia sulla valle del Fredane. Si tratta di un’importante testimonianza di un passato glorioso, una traccia memorabile del passaggio e dell’insediamento di Romani in quell’area. Grazie all’impegno dell’attuale amministrazione locale, diretta dal sindaco Domenico Forgione, la scultura leonina ha trovato una giusta collocazione nel castello, e sarà così visibile a quanti d’ora in avanti varcheranno il portone d’ingresso del monumento principesco, simbolo della comunità di Gesualdo. « Si tratta di un altro risultato portato a termine, e di una promessa mantenuta – ha sottolineato il primo cittadino, Forgione -, che va ad arricchire il nostro patrimonio storico artistico e culturale ». Gesualdo, e il suo territorio, continua a stupire e a sorprendere. Non a caso è stato inserito nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. E lo è realmente, e a pieno titolo. Un vanto ulteriore per gli amministratori e per la cittadinanza che va fiera delle sue vestigia e della sua storia. « Un ringraziamento sentito va alla famiglia Di Pietro , alla Sovrintendenza a Gianfranco e Gennaro Bianco e Raffaele Pietropaolo per il trasferimento del leone», ha detto infine Domenico Forgione.






