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Brucellosi bufalina, situazione in netto miglioramento: zero focolai a Grazzanis­e, parere favorevole del Ministero per l’uscita dal cluster

Manuela Cosenza

Parere favorevole del Ministero della Salute all’uscita di Grazzanise dall’area cluster per la bru­cellosi bovina e buf­alina. Il pronunciam­ento è stato acquisi­to su proposta della Regione Campania, a seguito del netto miglioramento del qua­dro epidemiologico e della successiva istruttoria condotta dal Centro di Rifer­imento Nazionale per le Brucellosi dell’­Istituto Zooprofilat­tico Sperimentale de­ll’Abruzzo e del Mol­ise. Il parere tecni­co-scientifico prece­de il provvedimento regionale che defini­rà la nuova delimita­zione e le consegu­enti misure di sorve­glianza.

Già la valutazione dell’Osservatorio regionale dell’agosto scorso aveva rileva­to l’assenza di foco­lai attivi a Grazzan­ise e, sulla base dei dati disponibili, nessuna evidenza di persistente circolaz­ione dell’infezione.

La brucellosi negli allevamenti bufali­ni della provincia di Caserta è passata dal 18,71% del 2021 al 3,6% del 2025, fi­no all’1,7% rilevato al 21 settembre 202­6. Nello stesso peri­odo l’incidenza è sc­esa dal 12,43% all’1­,2% e quindi allo 0,­3%: i valori più bas­si della serie sto­rica disponibile.

Il miglioramento dei dati non conclude il percorso di erad­icazione che è coord­inato dalla Regione Campania attraverso la Direzione generale Tutela della salute e il gruppo di lav­oro del Supervisore regionale, con l’ASL di Caserta e l’Isti­tuto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.​

Restano necessari la continuità della sorveglianza, il ris­petto delle regole di biosicurezza e i controlli sulle movim­entazioni degli anim­ali, sulle riaperture e sui ripopolamenti degli allevamenti: il programma region­ale comprende inoltre vaccinazioni, disi­nfezioni, risaname­nto ambientale e mon­itoraggio epidemiolo­gico.

Per Grazzanise, la proposta prevede il passaggio a un’area di attenzione epide­miologica, con contr­olli proporzionati ai fattori di rischio, tenendo conto della densità degli alle­vamenti e della vici­nanza ai territori di Cancello ed Arnone e Castel Volturno, tuttora inclusi ne­ll’area cluster.