
Alla Reggia di Portici torna la Borsa Internazionale dell’Enoturismo, ponte strategico tra entroterra e mare
Valentino Mattei
PORTICI, 15 SETTEMBRE – L’enoturismo campano accetta la sfida dell’America’s Cup e punta sui vini vulcanici per conquistare i mercati esteri. Dal 23 al 26 ottobre 2026, nella Reggia di Portici (sede delDipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del Museo MUSA), si terrà l’ottava edizione di Eruzioni del Gusto. Promossa dall’associazione ORONERO – Dalle scritture del fuoco, la manifestazione con il patrocinio di Regione Campania, Comune di Napoli, Città Metropolitana di Napoli ed ENIT mette al centro la BIE – Borsa Internazionale dell’Enoturismo, creando un ponte strategico tra le aree interne e la vetrina del mare.
Il cuore della manifestazione sarà una rotta ideale, una traversata che parte dalle aree interne e arriva al Golfo, dove svetta il Vesuvio e la suagenerosa fertilità vulcanica, tenendo insieme due Campanie spesso raccontate separate l’una dall’altra.
Si parte dall’entroterra, la grande riserva di qualità che sarà il focus di quest’anno: Irpinia, Sannio e Alto Casertano, territori che oggi sono il simbolo di un enoturismo maturo, sostenibile, capace di creare economia e di contrastare lo spopolamento. Qui il viaggio è lento, tra i fitti boschi irpini patria delle tre grandi DOCG d’altura – Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo – dove le cantine storiche hanno integrato la degustazione con l’eno-oleoturismo e con la filiera dei formaggi d’eccellenza. E poi il Sannio, con le sue colline ordinate di Falanghina e Aglianico del Taburno, dove l’offerta delle aziende vitivinicole si salda in modo virtuoso con la valorizzazione del patrimonio monumentale dei borghi e del capoluogo Benevento. Un modello integrato dove il turista oltre a degustare un calice può anche passeggiare tra filari e borghi.
Dall’entroterra, la rotta di Eruzioni del Gusto vira verso il mare con la viticoltura eroica della costa e delle isole campane. Dalla Costiera Amalfitana ai Campi Flegrei, passando per l’isola di Ischia fino al Cilento, il visitatore farà un ‘viaggio’ tra filari arrampicati su terrazzamenti a picco sul mare, sostenuti da muretti a secco (patrimonio Unesco) costruiti a mano e su viti a piede franco che affondano le radici nella sabbia vulcanica.
Terra e mare. Una doppia anima che la Campania vuole presentare ai buyer e ai tour operator internazionali che si stanno affacciando su Napoli per la Coppa America. Lo farà nella Borsa Internazionale dell’Enoturismo, piazza di incontro pensata per far dialogare i protagonisti della filiera dove si confronteranno i grandi vini vulcanici della Campania e dell’Etna, una rappresentanza della Regione Toscana, modello nazionale di enoturismo e le più significative realtà della viticoltura eroica italiana.
Non a caso parte del programma sarà dedicata alla risorsa mare: la cucina marinara tradizionale, la filiera ittica locale, la dieta mediterranea. Un patrimonio che sarà valorizzato attraverso incontri tecnici e divulgativi curati direttamente dalla Regione Campania nell’ambito del programma FEAMPA 2021-2027, con l’obiettivo di costruire un dialogo concreto tra pescatori, produttori di vino e ristorazione.
L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: destagionalizzare i flussi, prolungare la stagione turistica durante tutto l’anno, portare il visitatore che arriva per la vela a scoprire una Campania che unisce il mare e la vite. Anche a tavola.
Ass. ORONERO | www.oronero.net | www.eruzionidelgusto.it







