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San Francesco riabbraccia San Giorgio del Sannio. La processione della memoria e della fede

Nell’ottavo centenario della scomparsa del Poverello di Assisi, lo storico simulacro del Serafico torna a varcare le soglie del convento per attraversare le vie cittadine. Un rito antico che rinnova l’alleanza spirituale, civile e culturale tra i Frati Minori e la comunità del Sannio, custode da oltre tre secoli dell’eredità francescana.

Achille Mottola

Dopo un lungo lasso di tempo, la comunità di San Giorgio del Sannio si appresta a vivere un momento di intensa suggestione collettiva e profonda riflessione spirituale. In occasione delle solennità legate all’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi, la pregevole effigie del Serafico, custodita nella chiesa del Convento della Santissima Annunziata, tornerà a solcare le vie cittadine domenica 4 ottobre, con inizio del corteo religioso previsto per le ore 16. La manifestazione sacra culminerà alle ore 18 nella concelebrazione eucaristica officiata da monsignor Aurelio Capone, parroco di San Giorgio Martire, con la partecipazione del complesso corale Musicae cantores, guidato dal maestro Peppino Colarusso.

L’evento riannoda i fili di un’identità storica in cui dimensione sacra e compagine civile si fondano reciprocamente. Nel corso della liturgia eucaristica, il primo cittadino Giuseppe Ricci compirà il tradizionale gesto dell’accensione della lampada votiva. Questa consuetudine tributaria, istituita nel 1939 in concomitanza con la proclamazione del Poverello a patrono d’Italia per opera di Papa Pio XII – ed elaborata, secondo gli annali localistici, durante il mandato del podestà Gustavo Bocchini -, ha visto avvicendarsi per ben ottantasette anni le amministrazioni del territorio nell’offertorio dell’olio, trasformando l’atto devozionale in un simbolo universale di coesione civica.

La cornice celebrativa prenderà avvio sabato 3 ottobre alle ore 18 con la Messa presieduta da padre Domenico Tirone e con il suggestivo rito del Transito, memoria del passaggio del Santo alla gloria eterna. L’animazione musicale dell’ufficio serale sarà affidata alle voci congiunte della corale Frate Sole – istituzione fondata dal compositore francescano padre Anacleto Spagnuolo – e del Coro Azzurro Unicef, sotto la direzione del maestro Dina Camerlengo.

Il fervore devozionale rispecchia un radicamento plurisecolare. L’insediamento dei Frati Minori nel tessuto urbano risale all’8 aprile 1687, data in cui subentrarono ai Frati Minimi a seguito della riorganizzazione dei piccoli cenobi disposta da Papa Innocenzo X. Le fondamenta del complesso conventuale, eretto nel 1585 per munificenza della casata dei principi Spinelli nell’antica località di Casalnuovo, costituiscono da oltre trecento cinquant’anni il baricentro spirituale e sociale della comunità.

Il ritorno della processione trascende così la mera ricorrenza liturgica: rappresenta la riappropriazione simbolica dello spazio pubblico da parte di una memoria condivisa, capace di ricucire il passato con il presente nel nome dei valori di pace, essenzialità e fraternità universale.