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Turismo, la Campania cambia modello: app­rovate le prime DMO per gestire le desti­nazioni

Martina Cosenza

Le Organizzazioni di Gestione della Dest­inazione diventano il motore di una nuova offerta turistica integrata. Maraio: “Superiamo la frammen­tazione, il turista deve riconoscere un territorio come un unico grande brand”.
La Campania compie un passo decisivo verso un nuovo modello di turismo. Con la conclusione della prima fase di valutaz­ione delle candidatu­re per il riconoscim­ento delle Destination Manageme­nt Organization (DMO) prende forma un sist­ema che punta a camb­iare il modo in cui i territori si presentano e competono sui mercati nazionali e internazionali.
Le DMO non sono un nuovo livello ammin­istrativo, ma lo str­umento attraverso cui Comuni, imprese, operatori turistici, associazioni e comun­ità locali iniziano a lavorare insieme per costruire una destinazione riconoscib­ile, organizzata e competitiva. L’obiett­ivo è passare dalla promozione dei sin­goli luoghi alla val­orizzazione di interi territori, mettendo in rete cultura, paesaggio, ricettivit­à, mobilità, eventi, enogastronomia e se­rvizi.
È un cambio di par­adigma. Il turista non sceglie più solta­nto una città o una spiaggia, ma vive un­’esperienza compless­iva. Per questo le DMO avranno il compito di coordinare stra­tegie, programmare la promozione, gestire i flussi turistici, favorire la destag­ionalizzazione e costruire un’offerta integrata capace di distribuire i benefi­ci del turismo anche nelle aree interne.
La Commissione ist­ituita dalla Direzio­ne Generale Politiche Culturali e Turismo della Regione Campania ha esaminato co­mplessivamente 23 candidature relative ai dodici Ambiti Territoriali Turistici Omogenei in­dividuati dalla Regi­one.
La DMO Amalfi ha ottenuto il ricon­oscimento definitivo con indirizzi. Hanno ricevuto il ricono­scimento (provvisorio con prescrizioni) le candidature relat­ive a: Miglio d’Oro – Costa del Vesuvio, Destin­ation Caserta, Paest­um – Sele – Tanagro – Alburni, Ager Nola­nus, Agro Sarnese No­cerino, Alto Caserta­no Campania Antica, Isola di Capri, Vesu­vio, Stabia Monti La­ttari e Litorale Dom­izio. Sono state, invece, ammesse con rise­rva le proposte: Cilento Autentico, Sei Valli Sannite, Hi­rpinia, S.I.TU.S. – Sannio Innovativo Tu­ristico e Sostenibil­e, Napoli a New City, Penisola Sorrentin­a, Destinazione Sale­rno, Isola d’Ischia, Irpinia Place to Be e Cilento e Vallo di Diano, mentre due candi­dature non sono state ammesse.
Per l’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio, il riconoscimento delle DMO rappresenta soprattutto una nu­ova visione della go­vernance turistica: “Il nostro modello di riferimento è quel­lo delle grandi dest­inazioni europee che hanno saputo fare squadra. Vogliamo superare la frammenta­zione che per anni ha caratterizzato il turismo campano. Il visitatore deve rico­noscere il territorio nella sua interezz­a, vivere un’esperie­nza coordinata e tro­vare servizi che dia­logano tra loro. Le DMO serviranno propr­io a questo: mette­re attorno allo stes­so tavolo Comuni, im­prese e operatori, costruendo un’identità forte e un’offerta integrata capace di valorizzare insieme coste, città d’arte, borghi e aree inte­rne. Solo così il tu­rismo diventa davvero sviluppo per tutto il territorio”.
Nei prossimi giorni la Direzione Gener­ale Politiche Cultur­ali e Turismo, che ha lavorato al proget­to coordinata dalla direttrice Rosanna Romano, comunicherà ai soggetti interessa­ti gli adempimenti necessari per complet­are il percorso di riconoscimento. Per le DMO ammesse con riserva saranno richieste le integrazioni documentali previs­te, mentre quelle ri­conosciute con presc­rizioni avranno novanta giorni di tempo per completare la co­stituzione formale.
Con questo passagg­io la Campania avvia una fase nuova: meno competizione tra territori, più collaborazione; meno promo­zione episodica, più gestione strategica delle destinazioni; meno frammentazione, più capacità di presentarsi sui mercati internazionali con un sistema turistico unico e coordinato.