
Barbara Ciarcia
La storica cavalcata in onore di Sant’Anna, a San Mango sul Calore, è uno di quei riti, iconici e identitari, che non passa facilmente di moda. La manifestazione, quest’anno caduta proprio nel giorno della festività cristiana della madre di Maria, ha riscosso un successo di pubblico e cavalieri, molti provenienti anche da fuori, senza eguali. Tante le donne che si sono cimentate col lancio benefico delle bomboniere di confetti e fiori, confezionate appositamente per l’occasione dalla comunità locale grazie alla preziosa collaborazione della Pro Loco Sanmanghese presieduta da Fiorenzo Iannino. L’evento è un appuntamento imperdibile, non solo per i devoti della santa protettrice delle gestanti e delle partorienti. Molte giovani, pure da fuori provincia e regione, arrivano fino alla chiesa rupestre dedicata a Sant’Anna per invocare la grazia di una gravidanza. E chi, nel frattempo, l’ha già ottenuta si reca comunque qui, ai piedi della sacra effigie, per ringraziarla. Il rito si rinnova ogni anno, ed è così da secoli, dalla notte dei tempi, da quando un signorotto locale, ancora senza un erede, in cambio del prodigio della paternità promise a Sant’Anna di distribuire pane e viveri ai poveri contadini della zona. Questa è la vulgata sanmanghese. E l’origine della cavalcata in onore della madre della Vergine Maria. Una tradizione assai sentita in quel comprensorio che si ritrova dapprima davanti al Municipio per la benedizione dei cavalli e dei cavalieri, e poi lungo il percorso per raccogliere le bomboniere prodigiose, quelle della fertilità, della maternità invocata da tante donne che aspirano ad avere un bebè. Il giro, a passo di trotto e di galoppo, termina nella navata della antica chiesa di Sant’Anna, e culmina sempre col lancio di confetti benedetti all’assemblea.








