
«La doppia morale non appartiene a chi applica le regole, ma a chi cambia posizione a seconda del banco che occupa»: è la replica del sindaco Giuseppe Ricci alla consigliera Giovanna Petrillo, dopo la sua denuncia che quattro big della maggioranza hanno chiesto di consultare atti della propria stessa amministrazione.
Achille Mottola
Un episodio dai risvolti singolari sta alimentando il confronto politico nel Comune di San Giorgio del Sannio. Quattro autorevoli esponenti della maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Ricci – la vicesindaca Giovanna Annese, il capogruppo Marcello Barrasso, il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Gaudino e il consigliere Gianluca Melillo – hanno presentato una formale richiesta di accesso agli atti per acquisire documentazione relativa all’attività dell’amministrazione di cui fanno parte. Una circostanza inconsueta, destinata ad alimentare interrogativi sul livello di comunicazione e coordinamento all’interno della coalizione.
L’istanza riguardava due aspetti: da un lato l’elenco completo degli indirizzi di posta elettronica istituzionale dell’ente, dall’altro la consultazione di 19 specifici numeri di protocollo. La risposta, sottoscritta dal segretario generale Flavia Laghini e dalla responsabile del protocollo Rosalba Luongo, ha accolto la prima richiesta, allegando la documentazione relativa alle caselle di posta istituzionali. Per quanto riguarda i protocolli, è stato invece autorizzato un accesso più limitato: consultazione consentita con l’oscuramento dei dati personali riferiti a soggetti terzi, esclusivamente in presenza, nei giorni pari e sotto la vigilanza dei responsabili competenti.
Sotto il profilo procedurale, la vicenda sembrava avviata a una conclusione senza particolari conseguenze. A cambiare il quadro è stato un dettaglio: la replica indirizzata all’amministrazione risulta sottoscritta soltanto da Annese, Barrasso e Gaudino. Tra i firmatari dell’istanza iniziale manca infatti Gianluca Melillo, circostanza che non è passata inosservata all’opposizione.
A intervenire è stata la consigliera Giovanna Petrillo di “San Giorgio futura”, che ha espresso un giudizio fortemente critico sulla gestione dell’accesso agli atti: «Maggioranza divisa e leggi ignorate: la trasparenza non è uno slogan!». Nel merito, Petrillo contesta le modalità con cui è stato consentito l’accesso alla documentazione, definendo prive di fondamento le motivazioni addotte dall’amministrazione. Secondo la consigliera, gli oscuramenti sarebbero stati applicati in modo non uniforme, arrivando a interessare anche documenti classificati come “Legislazione e circolari esplicative”, “Gestione delle entrate”, “Opere pubbliche” e “Concorsi e selezioni, colloqui”. «Nascondere documenti sui concorsi viola le regole base della trasparenza pubblica – incalza la consigliera -. E poi cosa c’è di riservato in una circolare ministeriale che, per sua natura, è già pubblica?».
La consigliera richiama inoltre l’articolo 43 del Testo unico degli enti locali, sostenendo che i consiglieri comunali godano di un diritto di accesso pieno agli atti dell’ente, fermo restando il dovere di riservatezza nell’utilizzo delle informazioni acquisite. Da qui l’ulteriore critica rivolta ai colleghi di maggioranza: «Come si può esercitare pienamente il ruolo di governo se l’accesso alla documentazione amministrativa incontra questi limiti? La trasparenza va garantita nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori».
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Giuseppe Ricci e dell’assessora Alessia Accettola, rivolta direttamente alla consigliera Petrillo: «Consigliera, la doppia morale non appartiene a chi applica le regole, ma a chi cambia posizione a seconda del banco che occupa. Nel 2021, quando lei sedeva in maggioranza, ai consiglieri di opposizione dell’epoca – Giuseppe Ricci, Alessia Accettola, Vincenzo Boniello e Giancarlo Bruno – fu negato l’accesso al protocollo, al punto da rendere necessario l’intervento del Prefetto per vedere riconosciuto un diritto previsto dalla legge. Allora il controllo dell’opposizione veniva descritto come il tentativo di “guardare dal buco della serratura”. Ebbene, cosa sosteneva all’epoca la paladina della giustizia? Nulla, nessun commento, nessun post su Facebook: era in linea con la posizione del suo leader di allora, il sindaco Ciampi. Oggi, invece, la stessa persona si erge a paladina della trasparenza e parla di “doppia morale” perché alcuni dati risultano oscurati nei casi previsti dalla normativa. La credibilità politica si misura con la coerenza: i principi valgono sempre, non solo quando fanno comodo. Noi difendevamo il diritto di accesso allora e lo difendiamo oggi. La differenza è che non cambiamo idea in base al ruolo che ricopriamo».
Al netto del botta e risposta tra le parti e delle inevitabili polemiche, la vicenda apre ora interrogativi sulle possibili ricadute politiche. Resta da comprendere se si tratti di un episodio circoscritto, riconducibile alle modalità operative degli uffici, oppure del segnale di un disagio più ampio nei rapporti tra i componenti della maggioranza.
Il fatto che a ricorrere agli strumenti previsti dalla normativa siano stati il vicesindaco, il capogruppo consiliare e il presidente del Consiglio comunale evidenzia, quantomeno, l’esistenza di criticità nei flussi informativi interni all’amministrazione. A ciò si aggiunge la mancata sottoscrizione della replica da parte di Melillo che, qualora fosse riconducibile a una scelta di natura politica, potrebbe riflettere sensibilità differenti anche all’interno del gruppo che aveva promosso l’iniziativa.
Allo stato dei fatti non emergono elementi sufficienti per ipotizzare una crisi della maggioranza. L’evoluzione della vicenda dipenderà dalla capacità della coalizione di ricomporre le tensioni emerse attraverso un confronto politico e istituzionale. In assenza di un chiarimento, il contenzioso potrebbe incidere progressivamente sul clima interno, offrendo all’opposizione ulteriori spunti di critica nei confronti dell’azione amministrativa.
L’aspetto di maggiore interesse riguarda soprattutto il piano amministrativo, che sembra prevalere sul confronto strettamente politico. Assume rilievo, in questo contesto, anche il fatto che il sindaco Giuseppe Ricci e la vicesindaca Giovanna Annese appartengano entrambi a Ndc, il movimento politico guidato da Clemente Mastella. Questa circostanza sposta il baricentro dell’analisi dai tradizionali rapporti tra maggioranza e opposizione alle dinamiche interne della stessa forza politica, facendo della gestione del dissenso e del coordinamento amministrativo uno degli elementi più significativi per valutare la tenuta complessiva della coalizione.








