
Non solo eventi culturali: danza, musica, medicina e intelligenza artificiale si uniscono per trasformare la creatività in uno strumento di benessere, inclusione e rigenerazione della comunità
San Giorgio Del Sannio (BN)
Dina Camerlengo
Se l’arte è rimasta a lungo confinata nei musei o ridotta a un lusso per pochi, a San Giorgio del Sannio sta per cambiare pelle, trasformandosi in una vera e propria infrastruttura sociale. C’è un’energia nuova che attraversa il territorio e che prende il nome di RIGENER’ART, un’associazione che non nasce semplicemente per organizzare eventi, ma per capovolgere il paradigma consolidato: usare l’espressione artistica come un reagente chimico capace di produrre benessere, inclusione e partecipazione civica.
La presentazione ufficiale è fissata per sabato 18 luglio alle ore 18.45, nella cornice storica di Palazzo Bocchini. Ma basta scorrere i nomi dei protagonisti del talk di lancio – intitolato significativamente “Quando l’Arte rigenera la Comunità”– per rendersi conto che la proposta è radicalmente diversa dal solito. Attorno allo stesso tavolo siederanno infatti figure che apparentemente appartengono a mondi distanti: la coreografa ed esperta di mindfulness Seriana Lepore, l’ingegnere informatico specializzato in intelligenza artificiale Amedeo Lepore, la musicoterapeuta Katia Vevoto e il medico Bernardo Salerno.
È proprio in questa contaminazione l’elemento di rottura di RIGENER’ART. La robotica, la medicina, la danza e la terapia del suono non sono scomparti stagni, ma strumenti complementari per rimettere al centro la salute della persona e la coesione sociale. Il benessere psicofisico e l’inclusione non vengono più trattati come concetti astratti, ma come obiettivi pratici da raggiungere unendo la scuola, le famiglie, il tessuto associativo e le istituzioni locali, rappresentate per l’occasione dal sindaco Giuseppe Ricci e dal consigliere delegato Gianluca Melillo.
Una visione fresca e coraggiosa, guidata dal giovane presidente Gianmarco Mottola, che rifiuta la retorica della cultura come semplice passatempo.
«Per troppo tempo abbiamo considerato l’arte come un prodotto da consumare passivamente o come un rifugio per estetisti», spiega il presidente Gianmarco Mottola. «RIGENER’ART nasce invece da una scommessa diversa: l’arte è un software di relazione, una tecnologia sociale per hackerare la solitudine e l’isolamento che oggi colpiscono sia i ragazzi che gli anziani. Non ci interessa dire quanto sia bella una mostra o una coreografia; ci interessa capire come il processo per crearle possa curare una fragilità, creare un legame tra generazioni e far sentire qualcuno parte di una comunità. Vogliamo che l’arte sia un diritto al benessere quotidiano, non l’evento straordinario del sabato sera».
Il debutto di Palazzo Bocchini – arricchito da brevi performance live di danza e momenti di musicoterapia – è solo il primo passo di un cantiere aperto. RIGENER’ART lancia un invito che non è un semplice invito di cortesia, ma una chiamata alla partecipazione per cittadini, istituzioni e realtà culturali dell’hinterland. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: dimostrare che quando una comunità si unisce attorno alla creatività, la periferia sociale smette di esistere e la cultura diventa finalmente un bene comune.







