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CUCCIANO RITROVA LA SUA ANIMA NELLE PAGINE DI «UN’ESTATE A CASA MAZZA»

Memoria, identità e comunità in una serata che ha trasformato un libro in patrimonio collettivo

Chiesa gremita e partecipazione intensa alla presentazione dell’opera di Samuele De Lucia. Gli interventi di Roberto Costanzo e Giuseppe Collina hanno offerto profonde chiavi di lettura sul valore delle radici, della memoria familiare e della storia locale. Un incontro ricco di emozioni che ha restituito a Cucciano il racconto vivo della propria identità.

Achille Mottola

Ci sono estati che non appartengono al passato, ma continuano a vivere nella memoria collettiva, capaci di attraversare il tempo e di riaffiorare con intatta forza evocativa. È questa la sensazione che ha accompagnato la presentazione di Un’estate a casa Mazza, l’ultima opera di Samuele De Lucia, svoltasi nella suggestiva cornice della chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Cucciano, nel Comune di San Martino Sannita, gremita di cittadini e di rappresentanti delle famiglie i cui nomi e le cui vicende rivivono nelle pagine del libro.
L’iniziativa, aperta dai saluti istituzionali della sindaca Angela Martignetti e coordinata con sensibilità da Danila De Lucia, si è trasformata ben presto in un momento di autentica partecipazione comunitaria, nel quale letteratura, memoria e identità territoriale si sono intrecciate in un dialogo intenso e coinvolgente.
L’opera di Samuele De Lucia, giornalista, giurista ed ex dirigente dello Stato, restituisce al lettore il fascino di un mondo rurale collocato tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. Attraverso lo sguardo limpido dell’infanzia, l’autore rievoca luoghi, persone e consuetudini che hanno segnato la sua formazione umana, trasformando il ricordo individuale in patrimonio condiviso. Le campagne di Cucciano, gli affetti familiari, i ritmi di una quotidianità semplice e autentica diventano il filo narrativo di una riflessione più ampia sul significato delle radici e sul valore dell’appartenenza.
Particolarmente apprezzato è stato l’intervento dell’onorevole Roberto Costanzo, che ha lasciato una viva impressione nell’uditorio per la profondità della sua analisi e per il suo appassionato richiamo al luogo di origine della madre di ciascuno di noi, presentato come il primo e più autentico approdo della memoria e dell’identità personale. Le sue parole hanno saputo collegare la dimensione privata del racconto con quella universale dell’esperienza umana, offrendo una chiave di lettura intensa e ricca di significati. Nel corso dell’incontro non poteva mancare il ricordo della brillante e colta figura del preside Giuseppe De Lucia, padre dell’autore, educatore stimato e coraggioso direttore-editore della storica testata giornalistica Messaggio d’Oggi. La sua presenza ideale ha accompagnato l’intera manifestazione, evocata come esempio di impegno civile, passione culturale e amore per il territorio.
Di grande interesse anche il contributo del preside Giuseppe Collina, che ha proposto una documentata lettura delle possibili origini storiche del territorio e della comunità alla quale Ele De Lucia è rimasto sempre profondamente legato. Attraverso riferimenti puntuali a persone, vicende e tradizioni locali, Collina ha ricostruito il contesto umano e sociale nel quale si sono sviluppate le storie narrate nel volume, soffermandosi in particolare sui componenti della famiglia Mazza e ricordando due figure divenute nel tempo veri e propri “geometri per antonomasia” della comunità: Alfredo ed Emidio, nomi ancora oggi custoditi con affetto nella memoria collettiva.
L’atmosfera della presentazione ha confermato la capacità del libro di suscitare emozioni autentiche. Molti dei presenti hanno ritrovato nelle pagine dell’opera frammenti della propria storia familiare, riconoscendo volti, luoghi e vicende che appartengono al patrimonio identitario di Cucciano e dell’intero territorio sannita. In questo senso, Un’estate a casa Mazza supera i confini del racconto autobiografico per assumere il valore di una testimonianza culturale e sociale.
Tra le pagine emerge inoltre quel sottile elemento di mistero rappresentato dalla maglia della nazionale argentina numero 14, custodita nel comò dello zio Felice, affermato cardiologo, internista e docente universitario, dettaglio che aggiunge curiosità e suggestione a una narrazione già ricca di sfumature.
La serata si è conclusa con l’intervento dell’autore, che ha saputo restituire il senso più profondo del proprio lavoro: conservare la memoria di una comunità e trasmetterla alle nuove generazioni. Il lungo e caloroso consenso del pubblico ha rappresentato la migliore conferma del valore dell’opera.
Un’estate a casa Mazza si rivela così un libro capace di emozionare, far riflettere e riscoprire il significato delle proprie origini. Un racconto che, partendo da una vicenda personale, diventa narrazione corale di un territorio, dei suoi affetti e della sua storia, dimostrando come la memoria, quando è custodita con autenticità e sensibilità narrativa, possa trasformarsi in un bene comune destinato a durare nel tempo.