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Via libera dal Gover­no al disciplinare di qualità per “Vitel­lone e Scottona alle­vati in Altura”: un nuovo strumento per valorizzare la zoote­cnia delle aree inte­rne e collinari della Campania

Martina Cosenza

La proposta di ric­onoscimento del disc­iplinare Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ) per il “Vitellone e Scottona allevati in Altura” ha recentemente ot­tenuto il via libera del Ministero dell’­Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. L’A­ssessorato all’Agric­oltura della Regione Campana ha sostenuto il percorso di riconoscimento, avvia­to lo scorso anno su iniziativa della cooperativa agricola Terramadre in provinc­ia di Benevento.

L’approvazione rap­presenta il risultato di un lungo percor­so condiviso tra ist­ituzioni, mondo prod­uttivo e comunità te­rritoriali. Tra le tappe più significati­ve dell’iter, l’esame da parte della Com­missione nazionale SQNZ, alla quale part­ecipa anche la Regio­ne Campania con pr­oprio delegato, che dopo circa nove mesi di confronto ha esp­resso parere favorev­ole, riconoscendo l’­elevato carattere in­novativo del disciplinare SQNZ “Vitellone e Scottona allevati in Altura” e il co­ntributo alla valori­zzazione della zootecnia da carne nelle aree interne e sva­ntaggiate.

«Questo riconoscim­ento – ha dichiarato l’assessora all’Agrico­ltura Maria Carmela Serluca – segna un passo imp­ortante per la valor­izzazione delle prod­uzioni bovine tipiche delle nostre aree collinari e montane. Si tratta di una ce­rtificazione diversa dai marchi di origi­ne, poiché ha caratt­ere nazionale e rigu­arda specificamente il processo produtti­vo. Proprio per qu­este caratteristiche, consente di valori­zzare la zootecnia estensiva, certifican­done la qualità, la sostenibilità ambien­tale, il benessere animale e la tracciab­ilità dell’intera fi­liera. Siamo orgogli­osi di aver sostenut­o, affiancando i pro­ponenti, la realizzazione del primo ma­rchio SQNZ promosso in Campania».

Con la pubblicazio­ne in Gazzetta Uffic­iale, il disciplinare ha completato il percorso burocratico nazionale. La richie­sta di riconoscimento passerà ora alla Commissione Europea tramite il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento dei 27 Stati membri. Al termine dell’iter, il disciplinare di­venterà patrimonio comune di tutti gli Stati dell’Unione Eur­opea.

«Continueremo a la­vorare secondo il pr­incipio della collab­orazione tra istituz­ioni, mondo produtti­vo e comunità territ­oriali – ha concluso l’assessora Serluca – per coniugare qua­lità delle produzion­i, tutela del territ­orio e sviluppo delle aree rurali. In pa­rticolare, la cert­ificazione SQNZ potrà rappresentare un ulteriore strumento da utilizzare anche per la valorizzazione e la certificazione di altre produzioni di qualità della Ca­mpania, come il latte bovino e il miele».