
A San Giorgio del Sannio si conclude un percorso che unisce formazione, volontariato e cultura della pace, affidando ai giovani un ruolo attivo nella comunità.
Achille Mottola
C’è un modo per costruire comunità che non passa dai grandi proclami, ma dalla capacità di stare insieme, giocare, ascoltare e prendersi cura degli altri. È da qui che nasce il valore dell’esperienza che si è conclusa nei giorni scorsi a San Giorgio del Sannio, dove un gruppo di giovani ha portato a termine il percorso per «Animatori di ludoteca», trasformando una semplice attività formativa in un laboratorio di cittadinanza attiva e partecipazione sociale.
La cerimonia finale, ospitata nello scenario del Campo dei Monaci, ha segnato la conclusione di un progetto che ha saputo coniugare formazione, impegno civile e crescita personale. Ai partecipanti sono stati consegnati gli attestati al termine di un cammino nato dalla collaborazione tra Sannio Social Academy, Cooperativa Immaginaria, Irform e Università della Pace, realtà che hanno condiviso l’obiettivo di investire sulle nuove generazioni e sul loro ruolo all’interno della comunità.
L’iniziativa ha scelto di andare oltre la tradizionale logica del corso professionalizzante. Al centro non c’era soltanto l’acquisizione di competenze tecniche legate all’animazione, ma la costruzione di una consapevolezza più ampia, fondata sul valore del volontariato, della responsabilità sociale e della nonviolenza. Un percorso che ha messo al centro l’infanzia, la tutela dei più piccoli e il gioco come strumento educativo capace di favorire inclusione, relazione e sviluppo personale.
In un tempo in cui le occasioni di aggregazione autentica sembrano sempre più rare, il progetto ha rappresentato una risposta concreta al bisogno di creare spazi di incontro e partecipazione. Il gioco, spesso considerato un elemento marginale, è stato invece riconosciuto nella sua funzione culturale e sociale: un linguaggio universale in grado di abbattere barriere, stimolare la collaborazione e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità.
La consegna degli attestati è avvenuta alla presenza di rappresentanti istituzionali e religiosi del territorio. Padre Domenico Tirone, dell’Ordine dei Frati Minori e in rappresentanza del Convento francescano della Santissima Annunziata di San Giorgio del Sannio, ha richiamato il valore dell’accoglienza e del servizio verso il prossimo, riconoscendo l’impegno dimostrato dai giovani partecipanti; Giovanna Annese, vicesindaca e assessora all’istruzione e allo sport, ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di rafforzare il tessuto sociale locale partendo proprio dalle energie e dalle competenze delle nuove generazioni.
Non è casuale la scelta del Campo dei Monaci come luogo simbolico della conclusione del percorso. Lo spazio aperto, il contatto con la natura e la dimensione dell’incontro hanno rappresentato elementi coerenti con la filosofia dell’intero progetto, fondato sulla relazione umana come strumento di crescita individuale e collettiva.
L’esperienza lascia in eredità molto più di un attestato. Nel Sannio prende forma una rete di giovani animatori pronti a operare nei contesti educativi, associativi e sociali del territorio. Una risorsa preziosa che testimonia come investire nella formazione umana, nella cultura della pace e nella partecipazione possa generare effetti concreti e duraturi. Perché costruire comunità significa anche questo: offrire ai ragazzi strumenti per diventare protagonisti del cambiamento e trasformare il gioco in un’occasione di inclusione, dialogo e futuro condiviso.









