Press ESC to close

Lutto cittadino per l’addio a don Ciriaco

Sant’Angelo all’Esca

Barbara Ciarcia

Si fermerà l’intera comunità di Sant’Angelo all’Esca per dare l’ultimo saluto, domani pomeriggio, a don Ciriaco Rabattino Vozella, il parroco che non stava mai fermo, e nel 2019 aveva persino sfidato il vescovo di Avellino, Arturo Aiello, che lo aveva ‘pensionato’ appellandosi a papa Francesco.

“Sono sacerdote fino alla fine dei mie giorni”, aveva detto a suo tempo l’inarrestabile padre Vozella. La sua storia finì nei talk pomeridiani delle reti nazionali. Il sindaco, Attilio Iannuzzo, battezzato comunicato e sposato dal reverendo devotissimo alla Madonna e a San Michele, ha proclamato il lutto cittadino. “E’ il minimo che potessi fare per rendere omaggio al nostro caro don Ciriaco”, ha dichiarato la fascia tricolore che da bambino ha fatto pure il chierichetto al fianco dello storico parroco santangiolese ( lo è stato dal 1970 al 2023 ) . Qui tutti conservano tanti lieti ricordi della figura del parroco emerito. Ideatore del giornalino locale, ‘La voce del mio paese’, per diffondere, in èra presocial, ai quattro angoli del pianeta dove vivevano tanti emigrati del borgo le notizie, buone e cattive, del circondario don Ciriaco è stato non solo un impareggiabile comunicatore del Vangelo quanto un autentico pastore spirituale. Anni fa, dopo la guerra nell’ex Jugoslavia, adottò una numerosa famiglia bosniaca di etnia rom. E successivamente ospitò in una sacrestia della chiesa del Carmine, attigua al camposanto, un cassintegrato separato e rimasto senza un alloggio. Don Ciriaco appartiene a quella generazione di sacerdoti d’altri tempi. Prete contadino e operaio. Uomo di fede e uomo pratico. Memorabili sono le sue arringhe durante le accese campagne elettorali paesane della Prima Repubblica. Il parroco santangiolese non lesinava critiche e proposte ai candidati dell’una e dell’altra parte. Altrettanto memorabile è la diatriba col compianto sindaco Nicolino Penta per le campane che suonavano a ogni ora del giorno. Pure allora don Ciriaco, sfoderando la sua arte dialettica votata al pragmatismo e al Vangelo praticato più che predicato, la spuntò sul primo cittadino che lo aveva ripreso per quei rintocchi continui e prolungati che disturbavano la quiete pubblica. Don Ciriaco è stato più di una guida spirituale per tutti i santangiolesi, e quelli rimasti nel paesino del Medio Calore e per quanti sono emigrati negli anni ma non hanno mai perso i contatti con la comunità proprio grazie al sacerdote che li teneva costantemente informati sulle vicende locali. E quando poteva, tra un impegno religioso e l’altro, li andava pure a trovare e nelle Americhe e in Australia dove assai radicata era il culto e la devozione popolare per San Michele Arcangelo il patrono del borgo che don Ciriaco ha amato fino all’ultimo respiro esalato domenica pomeriggio all’ospedale San Pio di Benevento, giorno della Pentecoste e della festa di Maria Ausiliatrice a cui era molto devoto. Con la dipartita di padre Vozella l’Irpinia è sempre più povera di figure di spessore, carismatiche ed empatiche, innamorate realmente del territorio e delle comunità. La redazione partecipa con sincera commozione e vicinanza alla famiglia Vozella e alla comunità santangiolese colpite profondamente dalla scomparsa dell’amato reverendo.