
Chiara Frattali
Su Prime Video l’ultima fatica di Carlo Fenizi. Un viaggio onirico e spietato dietro le quinte del mondo dello spettacolo, dove nulla è come sembra e il titolo è la prima, grande menzogna.
C’è qualcosa di profondamente magnetico e disturbante nel nuovo film di Carlo Fenizi, La Sobrietà. Già dal titolo, il regista (noto per Effetto Paradosso e Istmo) gioca d’azzardo: quello che mette in scena è, infatti, l’esatto opposto della temperanza. È un’esplosione di “pugliesità e tropicalismo”, un manifesto libero che mescola generi con la naturalezza di un collage d’arte moderna.
La Trama: Tra Mockumentary e Commedia Nera
Al centro della storia troviamo Rodrigo (Michele Venitucci), un regista dalla fantasia iperbolica in cerca di riscatto dopo una delusione professionale. La sua strada incrocia quella di Kimba (Eva Basteiro-Bertolí), una figura enigmatica e carismatica del cinema, ideatrice di un metodo d’insegnamento controverso e manipolatorio.
Accompagnato dallo sceneggiatore Cornelio, Rodrigo decide di smascherare il “Metodo Kimba” attraverso un documentario. Tuttavia, man mano che le riprese avanzano, i confini tra chi osserva e chi è osservato sfumano, trascinando lo spettatore in un vortice dove realtà e finzione diventano indistinguibili.
Un Cast tra Icone e Nuovi Talenti
Il film vanta un cast eccezionale che unisce icone internazionali a interpretazioni intense:
Le Icone: La partecipazione straordinaria di Antonia San Juan (l’indimenticabile Agrado di Tutto su mia madre) e il grande ritorno al cinema italiano di Amanda Lear, affiancate da un’inedita Carmen Russo.
Le Rivelazioni: Eva Basteiro-Bertolí incanta e inquieta nel ruolo della carismatica Kimba, mentre Cosetta Turco e Julieta Marocco portano sullo schermo la vulnerabilità e le ambizioni sfrenate di chi è disposto a tutto per il successo. Notevole anche la prova di Francesco Zenzola, magnetico nei suoi intensi primi piani.
Perché vederlo?
La Sobrietà non è un film per tutti, e proprio qui risiede la sua forza. È un’opera “fuori standard” che contamina il noir con il pop, il pulp con lo psicodramma. La sceneggiatura, firmata da Fenizi insieme a Raffaele Notaro, scava nelle miserie dell’animo umano senza mai offrire facili consolazioni.
Se siete pronti a lasciarvi guidare da un flusso onirico e a interrogarvi su quanto siamo disposti a sacrificare per il talento, questo film è un viaggio necessario nel panorama cinematografico attuale.
Il Verdetto:
Un’opera originale, stratificata e visivamente vibrante. Un esperimento coraggioso che conferma l’impronta autoriale unica di Carlo Fenizi.






