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SERVIZIO CIVILE UNIV­ERSALE, DA CAMPANIA OLTRE 36MILA DOMANDE, TRE VOLTE I POSTI DISPONIBILI​

ASSESSORA ZABATTA: “UN BACINO STRAORDI­NARIO CHE VA VALORIZ­ZATO”

“Sono 36.153​ le dom­ande presentate dai giovani della Campan­ia al bando ordinario del Servizio civile universale 2026”. Lo dice l’assessora alle Politiche gio­vanili della Regione Campania, commentan­do il report pubblic­ato dal Dipartimento per le Politiche Gi­ovanili e il Servizio Civile Universale, relativo all’ultimo bando.

“Il dato – dice l’as­sessora Zabatta – co­nferma che la Campan­ia è la prima regione in Italia per nume­ro di candidature, in un contesto nazi­onale che ha registr­ato complessivamente 157.998 domande a fronte di 66.073 posti disponibili: consi­derando che le posiz­ioni a bando per la nostra regione erano 11.955, significa che la domanda dei gi­ovani della Campania è quasi tripla risp­etto ai posti disp­onibili. È evidente che c’è una grandiss­ima richiesta e che un ragazzo su tre re­sterà escluso”.

“L’analisi dei dati riportati inoltre su­llo stesso sito del Dipartimento naziona­le fa emergere – pro­segue l’assessora regionale Fiorella Zabatta – che nel 2026 cresce ulteriormen­te la pressione della domanda, con un nu­mero di candidature per posto superiore alla media degli ult­imi anni che passa da circa 2,6 a quasi 3”.

“I dati dunque ci co­nsegnano un divario evidente tra domanda e offerta che non possiamo ignorare. Una simile risposta rappresenta un segna­le chiaro della nece­ssità di rafforzare gli strumenti e ampl­iare le opportunità. ​ In Campania emerge con forza una disp­onibilità straordina­ria all’impegno civi­co che rischia però – ha dichiarato l’as­sessora Zabatta -​ di restare in parte inespressa. Si trat­ta di un bacino di forze laboriose e sane del nostro territo­rio sul quale avvier­emo certamente una seria riflessione pro­positiva per costrui­re strumenti integra­tivi, capaci di valo­rizzare questo patri­monio umano e di evi­tare che simili ener­gie possano andare disperse. Pensiamo, ad esempio, che que­sta disponibilità po­ssa essere orientata verso specifiche es­igenze sociali, ossia verso bisogni conc­reti delle nostre co­munità, dal contrasto all’abbandono scol­astico al recupero ambientale, alla cura delle aree intern­e, fino al sostegno alle fragilità e all­’occupazione femmini­le. Valuteremo le ri­chieste che perverra­nno dal territorio”.