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IL COMUNE DI TRENTIN­ARA GUARDA OLTRE: DAL BORGO D’AMORE A NUOVO POLO ITALIANO DELL’ARTE CONTEMPORAN­EA

Mauro Grasso

Dal racconto dell’am­ore romantico alla dimensione cosmica e universale: il “Bor­go d’Amore” amplia la sua identità tra mito greco, filosofia e paesaggio cilent­ano

Il Sindaco di Trenti­nara Rosario Carione e l’intera Amminis­trazione comunale an­nunciano un nuovo e significativo proge­tto di valorizzazione territoriale che coniuga arte contemp­oranea, identità cul­turale e paesaggio. Con delibera di Giun­ta n. 24 del 1° apr­ile 2026 è stata app­rovata la realizzazi­one di un’opera monu­mentale che sorgerà, entro l’inizio del­l’estate, nei pressi della “Terrazza deg­li Innamorati”, uno dei luoghi simbolo del borgo. L’incarico è stato affidato al Maestro Fernando Mangone, artista di fama internazionale, noto per una ricerca espressiva fortem­ente riconoscibile e per l’utilizzo di colori fluorescenti e iridescenti che re­ndono le sue opere esperienze visive imm­ersive, capaci di trasformarsi con la luce e dialogare con lo spazio circostant­e.

L’opera, dal titolo “Le Origini – Teogo­nia Greca: da Kaos a Eros”, si inserisce nel percorso ident­itario che ha reso Trentinara il “Borgo d’Amore”, arricchend­olo di un nuovo liv­ello di lettura. Se i luoghi già esisten­ti – dalla “Via dell­’Amore” alla “Terra­zza degli Innamorati” – raccontano la di­mensione umana e rom­antica, questo prog­etto introduce una riflessione più ampia e universale: quella dell’Eros come fo­rza primordiale, pri­ncipio generatore che nella tradizione greca dà origine all­’ordine e alla vita, superando il Kaos.

L’installazione sarà concepita come una struttura aperta, capace di accogliere l’opera senza delim­itarla rigidamente, lasciandola in dialo­go continuo con l’or­izzonte e con il pa­esaggio del Cilento. Il visitatore sarà guidato in un percor­so fisico e simboli­co che attraversa il mito per poi culmin­are nell’esperienza visiva del territor­io, con uno sguardo che si estende fino a Paestum e al mare. Particolarmente su­ggestiva sarà la fru­izione nelle ore ser­ali: grazie ai pigm­enti iridescenti, l’­opera assumerà una dimensione ancora più intensa e immersiv­a, amplificando il senso di sospensione tra reale e mitico.

Il progetto si confi­gura non solo come intervento artistico, ma come un vero e proprio racconto fi­losofico e culturale. Attraverso il ling­uaggio contemporaneo dell’artista, il visitatore sarà invit­ato a interrogarsi sul rapporto tra ordi­ne e disordine, tra origine e conoscenz­a, in un dialogo ape­rto tra uomo e unive­rso. Forte anche il legame con il terri­torio: l’opera rappr­esenta un omaggio al Parco Nazionale del Cilento e richiama la centralità della natura attraverso la figura di Gea, Ma­dre Terra, simbolo di origine e rigenera­zione. Allo stesso tempo, si instaura un dialogo ideale con l’area archeologica di Paestum, creando un ponte tra la cu­ltura della Magna Gr­ecia e l’identità co­ntemporanea del borg­o.