
Pratola Serra (AV)
Barbara Ciarcia
Nell’Irpinia dei voli angelici quello di Pratola Serra è noto come la ‘calata degli angeli’. Nel giorno del lunedì in albis nella cittadina della Valle del Sabato, da settantotto anni, su iniziativa del parroco dell’epoca, don Baldino Acone, si rinnova il rito pasquale del trio di bambini in vesti angeliche che sorvola l’assemblea di fedeli radunata sul sagrato della chiesa madre per assistere all’intonazione del canto che l’angelo rivolse alla Vergine Maria. Quest’anno è toccato a Celeste De Vito, Pellegrino Musto e Aurora Romano ‘volare’ e intonare alla Madonna un canto antico sotto la guida di don Andrei, dell’organista Marianna Palladino e di Gerardo Santoro. L’accompagnamento musicale è stato affidato alla banda di Serino. La tradizione pratolana è quella più recente rispetto alle più datate, e celeberrime: Prata P.U., San Mango sul Calore e Gesualdo. A Pratola Serra nel 1948 è stata istituita la manifestazione pasquale come atto di rivalsa sulla vicina comunità di Prata P.U. in seguito alla mancata menzione del borgo nel canto mariano pratese. Da allora il rito si rinnova anno dopo anno sui testi nuovi curati dal maestro Matteo Galdo che riprendono la lunga tradizione tipica di quel comprensorio. Tre angeli giovanetti ammirando l’immagine della Madonna dipinta dal pittore locale Faustino De Fabrizio volarono e intonarono un sacro inno alla Madre di Gesù. Così recita la tradizione paesana che ancora oggi conserva un fascino remoto, e un’attrattiva altamente emozionante. Nel volo si ritrova l’identità pratolana. E così a Prata P.U. dove la tradizione è più remota, e non è datata. Da sempre, una settimana dopo la Pasqua di risurrezione davanti al sagrato dell’arcibasilica dell’Annunziata si rinnova il volo di un solo angelo sospeso a mezz’aria che intona una prece alla fanciulla di Nazareth prossima alla maternità. Anche qui l’angelo personificato da bambine o bambini inneggia le lodi alla Vergine Maria sulle teste dei devoti e dei curiosi che vengono appositamente da ogni dove per assistere al singolare spettacolo. La stessa emozione, e la stessa fede contadina rivivono nel volo della chiesa del Carmine a San Mango sul Calore il giorno dopo la Pasqua, il lunedì dell’Angelo appunto. E’ un appuntamento di fede e devozione popolare pure nel piccolo borgo del Medio Calore dove il rito attira centinaia di curiosi. Altrettanto suggestivo è l’ultimo dei voli irpini della serie, quello di Gesualdo in onore di San Vincenzo Ferreri che si svolge l’ultima domenica di agosto. Qui il volo mozza il fiato. Un bambino, scelto da un’apposita commissione, personifica l’angelo chiamato a intonare l’inno di San Vincenzo per debellare le forze del male. E’ l’eterna sfida umana tra il bene e il male, tra la vita cristiana e quella mondana. Una lotta binaria che continua ad affascinare le comunità dove dalla notte dei tempi va in scena, una volta l’anno, il dilemma antico quanto il mondo tra chi sceglie la via del bene e chi quella della perdizione. Di sicuro, i voli angelici d’Irpinia sono un patrimonio culturale sociale religioso antropologico da tutelare assolutamente, e tramandare ai posteri a cui spetta, da sempre, l’ardua sentenza.






