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Benedetta e riaperta al culto l’Annunziata chiusa quattro anni fa

Prata Di Principato Ultra (AV)

Barbara Ciarcia

C’è la folla delle grandi occasioni, quelle imperdibili, e soprattutto c’è un’emozione palpabile, fuori e dentro l’Annunziata, com’è chiama da tutti, e da sempre, a Prata P.U.

E’ l’arcibasilica paleocristiana, il più antico luogo di culto cristiano d’Irpinia. E pure il più bello, dal punto di vista artistico e architettonico. E’ il gioiello ritrovato dall’intera comunità pratese e da quelle dell’immediato circondario, private da quattro anni dall’accesso nella storica chiesa dedicata appunto all’Annunziata. E ieri pomeriggio, in occasione della solenne ricorrenza mariana, la basilica è stata riaperta al pubblico e alle celebrazioni liturgiche dopo un fermo prolungato, iniziato a fine gennaio 2022 in seguito al cedimento di un costone tufaceo nella parte laterale destra dell’abside di epoca longobarda dove sono presenti anche alcune catacombe.

Grazie all’intervento tecnico di ripristino, seguito dall’ingegnere Pasquale Perrotti, di quell’area antichissima investita dal crollo improvviso, e grazie a quello provvidenziale dei finanziamenti ottenuti nel frattempo, è stato possibile velocizzare la messa in sicurezza dei luoghi, e quindi la riapertura al culto della millenaria struttura cristiana edificata a ridosso del complesso catacombale pratese, uno dei meglio conservati in Irpinia e in Campania, dopo quello di Cimitile. Dopo la benedizione delle macchine, e la relazione tecnica illustrata dall’ingegnere Perrotti ( ha spiegato appunto le fasi dei lavori effettuati negli ultimi mesi ), è stata annunciato pure il programma di scavi che verrà eseguito prossimamente in seguito a dei rilievi georadar che hanno evidenziato la presenza di ulteriori catacombe. E in particolare poi di una cripta con sepolture a una profondità di meno quattro metri sotto all’abside della chiesa.

Si tratta di una scoperta sensazionale che ha commosso fino alle lacrime i fedeli che si sono ritrovati nuovamente in preghiera ai piedi dell’effigie sacra dell’Annunziata che accoglie la buona notizia della maternità. E con lo stesso stupore è stata accolta dalla comunità di Prata e da quelle della Valle del Sabato che hanno partecipato alla riapertura al culto dell’Arcibasilica quella di altre catacombe rinvenute dai georadar nel sottosuolo dell’edificio. E’ il secondo ‘miracolo’ registrato dopo quello di ieri dei lavori di messa in sicurezza eseguiti in men che non si dica per restituire a Prata P.U. il suo monumento millenario di arte e di fede, autentico capolavoro che incastra alla perfezione due stili diversi, e due epoche storiche differenti, la longobarda e la neoclassica.