
Nola
Nello Fontanella
Un dolore straziante. Immenso. Devastante. “Contronatura”, che altera profondamente la percezione della realtà. Ma un dolore composto, dignitoso. Quello di Patrizia Marcolino, mamma del piccolo Domenico, è un dolore che non si supera ma col quale ci si impara a convivere. Patrizia riparte dalle parole pronunciate in chiesa, “spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore. Ti amo amore di mamma”, e costituisce la fondazione che porta il nome del piccolo Domenico Caliendo che si propone di assistere le famiglie e i bambini vittime di malasanità. Perché non succeda più, perché la morte di Domenico non sia vana. Una fondazione che rappresenta il passaggio da un evento avverso ad un percorso di memoria strutturata e di impegno civile e sanitario. Al centro dell’ente privato senza scopo di lucro e dotato di personalità giuridica, i rilevanti temi che ruotano intorno al controverso sistema salute a cominciare dalla corretta informazione. Tutto questo Patrizia lo ha ribadito anche al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che, come promesso, ha presenziato ai funerali nel Duomo di Nola. Un lungo e commovente abbraccio con Patrizia. Nel silenzio. Senza parole. Provata la Premier che per tutta la durata della celebrazione non ha mai sollevato lo sguardo da quella piccola bara bianca ai piedi dell’altare. Rito funebre officiato dal vescovo di Nola, Francesco Marino, alla presenza anche dell’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. E poi la gente comune, quella che in tutto questo tempo non ha mai fatto mancare il sostegno alla famiglia. Con loro le autorità: tra gli altri, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e della Città metropolitana Gaetano Manfredi, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, il sottosegretario di Stato Giuseppina Castiello, don Maurizio Patriciello, il parroco del Parco Verde di Caivano e Pasquale Mazzocchi, difensore del Napoli Calcio in rappresentanza della società.
Mamma Patrizia ha preso la parola alla fine della funzione religiosa. Per ringraziare. Tutti. Con l’ultimo filo di voce. “Voglio ringraziare il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il prefetto di Napoli, il presidente della Regione, il sindaco di Nola, il sindaco di Napoli, e tutti i sindaci, tutte le autorità, il vescovo Monsignor Marino, Sua Eminenza il Cardinale Don Mimmo Battaglia, i sacerdoti e tutti voi. Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico. Al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. In questo momento ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore. Ti amo amore di mamma”.
E da oggi mamma Patrizia porterà avanti la battaglia contro la malasanità attraverso la fondazione dedicata al piccolo guerriero. Affinchè non succeda più.






