
Montemiletto (AVELLINO)
Barbara Ciarcia
Il polverone polemico che nelle ultime ore si è sollevato a Montemiletto dopo la drastica decisione del parroco, don Luca Cennerazzo, di vietare i saluti all’interno della chiesa madre dopo un esposto di un cittadino che lamentava la mancanza assoluta del rispetto delle norme basilari di sicurezza nei luoghi pubblici c’è stato il dietrofront. Nell’arco di ventiquattro ore il caso che ha innescato aspri malumori nella cittadina della Leonessa si è chiuso positivamente.
Don Luca, con l’ausilio di un tecnico locale, ha pianificato un apposito percorso ‘sicuro’ per consentire ai fedeli di salutare e nelle occasioni liete e in quelle meste. La vicenda, inizialmente grottesca e surreale, si è risolta in maniera civile, e soprattutto intelligente, grazie all’illuminazione del giovane parroco di Montemiletto che si è visto ‘costretto’ a ricorrere a quella soluzione netta per scongiurare ulteriori conseguenze negative legate a un esposto di cattivo gusto finito pure sulla scrivania del sindaco del borgo della Media Valle del Calore. E successivamente a smorzare le polemiche, divenute sempre più perniciose anche sui social media. Della serie: tutto è bene quel che finisce bene. Il caso di Montemiletto potrebbe, a suo modo, creare un precedente. Pure a Grottaminarda l’attuale parroco ha vietato ogni forma di saluto all’interno della chiesa, proprio per evitare assembramenti poco consoni alla sacralità del luogo.






