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La storia di Dario Nisivoccia, un anno di viaggio in Sud America. Dalla Terra del Fuoco al Caribe, dalla costa atlantica al Caribe

Barbara Ciarcia

Esattamente un anno fa è ripreso il viaggio di Dario Nisivoccia, giovane manager di Caposele, in Sud America. Dall’estremo sud al Caribe, dalla costa atlantica alla cordigliera andina passando naturalmente per la foresta Amazzonica.

Un’esperienza di vita unica nel suo genere per il globetrotter altirpino che ha scelto di viaggiare col sorriso. E’ il suo motto da quando si è appassionato al continente latinoamericano ( anche attraverso i suoi miti calcistici ) e ha deciso di conoscerlo meglio e da vicino muovendosi anche con mezzi di fortuna lungo rotte classiche o insolite. Un anno dopo aver toccato lo Stretto di Magellano, e aver messo piede a Ushuaia, la città più australe del pianeta, Dario si è rimesso in viaggio attraverso un continente ancora tutto da scoprire. E lo ha fatto col suo bagaglio di conoscenze, anche linguistiche, e culturali.

Senza temere nulla, e senza mettere mai a repentaglio la sua vita, Dario Nisivoccia ha solcato persino il Rio delle Amazzoni, uno dei maggiori corsi d’acqua al mondo, e ha navigato lungo altri fiumi latinoamericani che lambiscono foreste pluviali rigogliose e civiltà indigene molto antiche e per niente civilizzate. Lo spirito d’avventura, e la sete di conoscenza, lo hanno spinto a muoversi da un lato all’altro del Sud America, dalla costa atlantica brasiliana al versante cileno, dal Paraguay al Perù fino a raggiungere le coste caraibiche colombiane. Si è tenuto lontano, per ovvii motivi di sicurezza, dal Venezuela. Nisivoccia sa muoversi, e lo fa molto bene già da qualche anno, da quando ha capito che i viaggi aprono nuovi orizzonti e prospettive, oltre alla mente. Gli scambi culturali e sociali sono alla base della vita. E chi come Dario ha un futuro davanti, e ancora tanti viaggi da raccontare e terre nuove da esplorare, lo ha sperimentato ancora una volta durante la sua avventurosa risalita del Sud America. Se è vero che la vita è un viaggio e ogni persona ogni luogo sono una tappa del percorso quella di Dario Nisivoccia vale più d’una vita per i viaggi fatti intorno al mondo.

Di stare fermo proprio non gli va al manager di Caposele che sui social tiene un diario delle sue esperienze e dei suoi incontri culturali e multietnici da un angolo all’altro dei Paesi latinoamericani, quelli più congeniali al suo stile di viaggiatore europeo e mediterraneo aperto a ogni confronto con civiltà antiche e lontane anni luce da quella occidentale. In fondo Dario segue alla lettera l’adagio popolare: “ Chi si ferma è perduto”. E per non perdersi è sempre in moto, sempre in viaggio, sempre con una valigia da fare e disfare.